15-04-2014

Matteo e Valeria raccontano il MANNHEIM MUN 2014!

Mi chiamo Matteo Tarasco ed ho partecipato come “Outstanding Delegate” al bellissimo Model United Nations di Mannheim (MaMUN) tra il 4 ed il 6 aprile 2014.
Diversamente dalla maggior pate degli studenti pertecipanti, io non studio politica, economia o scienze internazionali, ma sto attualmente studiando psicologia. Questo dovrebbe anche far capire quanto chiunque sia interessato ad un’esperienza di questo tipo possa partecipare senza incontrare alcuna difficoltà. Ho detto che “attualmente” studio psicologia perché sto per terminare la mia carriera a riguardo ed a breve inizierò un Master in “Global Studies” proprio in Germania, corso per il quale l’Associazione Giovani nel Mondo mi ha aiutato a presentare la mia candidatura.
Ed è proprio attraverso l’Associzione Giovani nel Mondo che sono venuto a conoscenza dell’evento. Una sera ricevo una chiamata e mi dicono: “Caro Matteo, ti interesserebbe parteciapre ad un MUN in Germania, con un centinaio di studenti da diversi paesi e con vitto e alloggio pagati? Tu dovresti solo pensare al viaggio...”. Bhé, nonostante i primi tentennamenti visti i peparativi che dovevo fare per iniziae i miei nuovi studi, non potevo certo rifiutare un’offerta del genere! E così accettai e mi ritrovai presto a Mannheim circondato da circa 100 ragazzi e ragazze con la mia stessa passione per l’internazionalizzazione.
Si è notato subito che l’organizzazione era molto buona e la cerimonia di apertura è iniziata con un discorso davvero molto interessante fatto dal Console degli Stati Uniti d’America di Mannheim, invitato a parlare a tutti noi partecipanti nell’Aula Magna dell’univeristà. A seguito abbiamo subito iniziato a dividerci tra i vari comitati delle Nazioni Unite che erano stati programmati per le simulazioni: DISEC, UNSC, UNODC ed European Council, ognuno con circa 25/30 delegati e con i propri argomenti da discutere, o “topics”. Personalmente io ero all’interno del DISEC a rappresentare la Nigeria ed i topics erano “l’abolizione della pena di morte a livello internazionale” e “la regolazione dell’uso dei droni”.
Devo ammettere che è stato molto interessante e divertente dover rappresentare un paese le quali posizioni riguardo la politica, i diritti civili, la giustizia, ecc, differissero così tanto dalle mie posizioni personali. Ma è anche questo il bello dei MUN: mettersi nei panni degli altri, cercare di capire il loro punto di vista e difendere quella posizione con le migliori argomentazioni.
Le simulazioni hanno ovviamente coperto la maggior parte delle attività dell’evento e sono state la parti più formative e divertenti di quei 3 giorni. Il tutto era perfettamente preparato, con i presidenti mediatori dei dibattiti (i “chairs”) che controllavano che tutto fosse formalmente identico ad un vero dibattito del DISEC. È stato molto arricchente per me scoprire dall’interno, partecipando in prima persona, come funzionassero le discussioni all’intero degli organi delle Nazioni Unite: quali sono i tempi, come si mediano gli interventi, in che modo si possono fare proposte, come si prepara un documento scritto finale ratificato dal comitato e molto altro ancora.
Ovviamente ci sono anche state la parti più sociali e conviviali, non meno importanti delle simulazioni. Le pause, i pasti, ecc, erano i momenti in cui meglio si poteva socializzare con gli altri partecipanti dell’evento ed ho velocemente conosciuto e fatto amicizia con moltissimi studenti di diversi paesi (Germania, Grecia, Russia, ecc...) ognuno con delle esperienze e delle prospettive future diverse, ma ognuna di queste profondamente stimolante ed interessante. Con tutti loro sto ovviamente tenendo i contatti e con molti abbiamo già organizzato di incontrarci nuovamente in futuro.
Tra le varie attività informali organizzate ci sono anche state due cene in due buonissimi ristoranti messicani ed una festa in discoteca. Quest’ultima, senza dubbio, davvero divertente!
L’ultimo giorno si è fatta la cerimonia di chiusura con la consegna dei premi (di cui alcuni goliardici) e degli attestati di partecipazione e poi si è proseguito a scattare varie foto di gruppo ed ai saluti.
È stato davvero un peccato che l’evento durasse così poco, si percepiva che tutti avremmo voluto poter stare ancora un po’ più al lungo: è stata un’esperienza breve, ma sicuramente molto intensa. L’atmosfera che si è percepita durante tutto il MaMUN era quella di star facendo qualcosa di importante, ed anche se esteriormente un MUN può sembrare solo un gioco od una farsa, in realtà i problemi che si discutono sono veri e le discussioni e le soluzioni che si cercano sono vere. L’arricchimento che porta il dover prendere una posizione, cercare di difenderla o scendere ad un giusto compromesso è decisamente reale, così come l’apprendimento della struttura e del funzionamento delle Nazioni Unite.
Per questo ci tengo sinceramente a ringraziare l’Associazione Giovani nel Mondo per l’indimenticabile esperienza che mi hanno permesso di vivere.
 
Matteo Tarasco

Cosa c’è di più bello, nel vivere delle esperienze attinenti a ciò che si studia?
Ed il Mannheim MUN è stata una di queste. Sono partita con la speranza che la simulazione dei lavori delle Nazioni Unite sarebbe potuta essere per me un’opportunità di crescita culturale ma soprattutto personale, e così è stato!!
Tre giorni di intenso lavoro e di dibattiti, tutto svolto completamente in lingua inglese all’interno di una classe composta da ragazzi e ragazze di età compresa tra i 19 ed i 27 anni; ciascuno con un bagaglio di esperienze alle spalle davvero molto ampio e variegato.
Per alcuni di essi, come per il mio caso, quella del MAMUN è stata la prima esperienza da delegato (quest’anno, per la prima volta, l’evento è stato reso accessibile anche a studenti esterni all’Associazione), per altri, gli iscritti all’Associazione soprattutto, un “Lunedì di Dibattito” come da routine, per discutere e confrontarsi su tematiche concernenti la politica globale e riguardanti un determinato settore delle Nazioni Unite.
 
MaMUN è, in primo luogo, un’Associazione no – profit nata nel 2009 e composta ad oggi da 92 membri, ma in particolare, è uno “strumento” con il quale gli iscritti hanno la possibilità di dibattere su tematiche riguardanti la politica internazionale (attraverso le sessioni di “Dibattito del Lunedì”). Ogni anno nel mese di Aprile, per un intero week – end, l’Associazione organizza la Conferenza conclusiva all’interno della struttura barocca ove ha sede l’Università di Mannheim.
Ebbene, quest’anno anch’io ho avuto la fortuna di partecipare all’evento, tenutosi dal 4 al 6 Aprile.
Sono Valeria Martorella,ho 25 anni e studio “Relazioni Internazionali” all’Università degli Studi di Roma Tre, Facoltà di Scienze Politiche. Ho collaborato in qualità di “redattrice” con la Redazione del portale di informazione ed orientamento alle carriere internazionaligestito dall’Associazione “Giovani nel Mondo”, con la quale ho ancora il piacere di cooperare e grazie alla quale ho avuto l’opportunità di vivere questa esperienza.
 
Ma scendiamo nel particolare…
Sin dal primo giorno il tenore dell’evento è stato davvero molto elevato. Alle ore 16 del 4 Aprile ha avuto inizio la quinta edizione del MaMUN 2014.
La cerimonia di apertura, è stata inaugurata dal “keynote speaker”, il Console Generale USA a Francoforte, Kevin C. Milas. Quest’ultimo dopo aver descritto la sua intensa carriera diplomatica rispondendo alle sollecitazioni e alle domande poste dagli studenti presenti in sala, ha fornito utili consigli per affrontare la professione nel mondo delle relazioni internazionali, in particolare di essere “openminded” ed estremamente pratici, studiando ogni problema in modo obiettivo e guardandolo sotto ogni punto di vista, sia esso positivo che negativo ( facendo così riferimento al tema del “progresso” affrontato in questa quinta edizione sotto un’ottica negativa “The downside of Progress” a differenza dell’edizione precedente).
A partire dalle ore 18 è stata avviata la prima sessione di lavori di ciascuna Commissione, queste erano in totale quattro: European Counsil, UNSC, DISEC ed UNODC.
Io rappresentavo la Repubblica d’Irlanda presso il Consiglio Europeo, ed il topic affrontato è stato quello della “crisi dei Rifugiati nel Mediterraneo” a seguito della tragedia avvenuta sulle coste dell’isola di Lampedusa il 3 Ottobre del 2013.
I lavori hanno seguito in modo serrato il timetable previsto, sin dal 4 Aprile, che si è poi concluso con una cena insieme a tutti i componenti della mia Commissione, presso un locale tipico della zona.
La giornata più pesante ma estremamente produttiva è stata quella del 5 Aprile, dalle ore 9 fino alle ore 18 è stato un susseguirsi di mozioni (sollevate soprattutto dai rappresentanti degli Stati della Spagna e dell’Italia, per ovvie ragioni) riguardanti diverse tematiche, tutte estremamente interessanti: dalla definizione di “rifugiato”, alle politiche da adottare per fronteggiare questa emergenza, dalla capacità dell’Europa intera di saper affrontare il problema, all’analisi degli interessi nazionali di ciascuno Stato presente, interessi che finiscono per prevalere sulla stessa tutela dei “diritti umani”.  Alla fine della giornata tutti noi siamo stati chiamati ad elaborare i cosiddetti “working papers”, attraverso i quali avanzare proposte e trovare soluzioni da inserire nella Risoluzione finale.
E qui, la mia più grande soddisfazione, l’Irlanda (cioè, io) e la Lettonia (rappresentata da una studentessa dell’Università di Macerata in Erasmus a Mannheim) hanno fatto valere la mente e la “creatività” italiana. Nonostante la titubanza nel dibattere in lingua inglese di fronte a 19 ragazzi e ragazze eccellenti nel fare ciò, abbiamo elaborato il nostro “working paper” facendo leva sulle nostre capacità e sulla nostra determinazione.
Rispettando ovviamente la regola di parlare in lingua inglese e ponendo l’accento su questioni non direttamente affrontate dagli altri, bensì sul problema dell’integrazione e, avanzando proposte risolutive, concrete, come quella del rafforzamento della politica di vicinato europea (European Neighbourhood Policy – ENP), quella della realizzazione di una piattaforma europea on – line attraverso la quale scambiare informazioni e soluzioni per risolvere il problema (EU on – line platform) oppure rimarcando il principio della non detenzione per le donne ed i bambini, abbiamo contribuito alla redazione della Risoluzione finale, durante l’ultima giornata.
Quest’ultima si è conclusa con la cerimonia di chiusura durante la quale dopo la consegna degli attestati ai “Best Delegates” scelti dai Chairs di ciascuna Commissione abbiamo ricevuto i nostri di attestati, e successivamente durante la serata ho avuto il piacere di visitare la città universitaria di Heidelberg,
 
Alle attività di lavoro, si è aggiunto uno dei due “eventi sociali” previsti. Questo è stato un’ottima occasione per stare tutti insieme fuori dalle sessioni di lavoro, per poterci confrontare, facendo semplice “conversation”, che tanto semplice non è stata! Poiché anche in questo caso il livello dei dibattiti era ricco di contenuti, ulteriore elemento molto stimolante, perché nonostante la timidezza nel parlare in lingua ho comunque saputo affrontare tali argomenti, di natura politica soprattutto, grazie anche alla preparazione in materia, acquisita con i miei studi.
 
In conclusione, la fatica pre MaMUN e quella successiva è stata tanta. Il MaMUN richiede una preparazione elevata ed una conoscenza dei topics da affrontare e delle regole previste, molto approfondita, se volete sopravvivere nella tana dei tedeschi, crucchi! Ma è una fatica che ripeterei non solo per l’arricchimento culturale, che questo tipo di esperienze ti forniscono, (attraverso queste simulazioni hai la possibilità di entrare in contatto con culture diverse dalla tua e conoscere realtà, che per proprio conto, forse non si avrebbe neanche l’occasione di analizzare) ma soprattutto per la propria crescita personale, che seppure con pochi giorni, ho raggiunto conoscendo realtà del tutto diverse dalla mia e da queste cercando di acquisire insegnamenti utili anche per una mia futura crescita professionale.
 
Grazie “Giovani nel Mondo”, grazie MaMUN per tutto questo!!
 
Valeria – delegata dell’Irlanda -
 
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