La giornata internazionale per l’eradicazione della povertà

Il 17 ottobre ricorre la giornata internazionale contro la povertà, istituita dall’ONU il 22 dicembre 1992 con la risoluzione A/RES/47/196. La data è carica di significato poiché celebra la riunione spontanea che si tenne nel 1987 a piazza Trocadero a Parigi, quando 100mila persone manifestarono contro la povertà. La povertà è una piaga che affligge tre miliardi di persone in tutto il mondo. Una situazione così grave da meritare il primo posto tra i famosi MDGs, ossia i “Millennium Develpment Goals”, gli ambiziosi obiettivi del millennio. La speranza era quella di riuscire a dimezzare, tra il 1990 e il 2015, le persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno. Oggi possiamo affermare che l’ONU e la comunità internazionale hanno almeno parzialmente fallito, i poveri, per quanto siano diminuiti di ben 1 miliardo, sono ancora troppi, il problema esiste e persiste. La questione della povertà, infatti, è già stata inserita nella “Post-2015 Development Agenda”, che rimpiazzerà i Millennium Develpoment Goals.
Secondo i dati riportati dalla World Bank, nel 2011 il tasso di povertà mondiale era pari all’11%, certamente meno del 1981, dove esso era del 43%. Questi dati ci rendono fiduciosi del fatto che effettivamente la povertà può essere sconfitta, tuttavia, probabilmente anche a causa della recente crisi economica, la questione della povertà è diventata un leitmotiv pure nei paesi sviluppati, anche in quelli dove solo fino a qualche anno fa il benessere economico sembrava una conquista intoccabile. Oggi, invece, l’Europa si trova a fronteggiare un aumento importante delle persone che versano in stato di povertà e che richiedono assistenza alimentare e di altro tipo. È l’era dei nuovi poveri, cioè di quelle persone che pur lavorando non riescono a sbarcare il lunario, vuoi per l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, vuoi per l’aumento del costo della vita e delle tasse. Numerosi imprenditori sono arrivati a togliersi la vita a causa dei loro problemi economici. Questo quadro, dunque, rende il problema della povertà più attuale che mai e incredibilmente vicino a noi. 
A rifletterci bene basterebbe così poco per migliorare la vita di molti, si pensi solo che le 300 persone più ricche del mondo possiedono quanto i 3 miliardi di poveri hanno per vivere. Tuttavia la povertà non è male incurabile, di certo è difficile eradicarla del tutto ma sono molti gli esperti fiduciosi nel fatto che investimenti volti a fornire acqua potabile, cibo, istruzione e condizioni igenico-sanitarie migliori, potrebbero risolvere il problema. Il punto cruciale, per molti, sta nel fatto che gli “aiuti a pioggia” non sono efficienti ed efficaci, per ridurre davvero la povertà, per dare alle persone una reale possibilità di migliorare la propria vita, è indispensabile promuovere le condizioni che consentano ai poveri di mettere a frutto le loro capacità, dargli gli strumenti e non il prodotto finito. Essi, secondo l’OECD, devono essere sia i beneficiari che gli agenti della crescita economica, tuttavia, lo sviluppo che si persegue deve coinvolgere e riguardare anche una serie di aspetti politici e sociali cosicché la riduzione della povertà a seguito dello sviluppo economico sia accompagnato da un effettivo miglioramento nelle condizioni di vita, in generale, di queste persone. In breve, la riduzione della povertà non può essere un obiettivo raggiungibile con il solo contributo dei paesi della comunità internazionale, fondamentale è creare un tessuto sociale, investire in istruzione, promuovere il rispetto dei diritti umani. Non è un caso che la Commissione Europea abbia stabilito tra le priorità per il 2020 quella di elaborare una strategia che combini cinque obiettivi irrinunciabili: occupazione, innovazione, istruzione, riduzione della povertà e clima/energia.
Quest’anno la giornata internazionale contro la povertà cadrà venerdì 17 ottobre e si focalizzerà sul tema “Mettere fine alla violenza della povertà estrema: promuovere i processi di pace e di  legittimazione”, insistendo sulla necessità di eliminare discriminazione, emarginazione ed esclusione basati sulla povertà, origini etniche, genere, età, disabilità o lo status socio-economico. Oltre alla tradizionale commemorazione che si terrà a New York, molti eventi saranno dedicati alla ricorrenza. Il Comitato Internazionale 17 ottobre, che promuove questa giornata mondiale, ha già lanciato il tweet #EndPoverty, il Gruppo Abele e i suoi partner promuovo un sit-in dalle ore 10.00 davanti a Montecitorio per dare voce a quegli 8 milioni di italiani che vivono ormai in condizioni di povertà relativa.
 
Martina Bavastrelli
 
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