Quando tra studenti si sentono pronunciare queste parole, le orecchie si drizzano e gli occhi fissano attentamente l’oratore. Non si parla di misteri, arcani o cose d’altro mondo, ma semplicemente il concetto di fondo, il vero significato che queste parole dovrebbero esprimere molte volte viene frainteso e spesso anche stravolto. Che cos’è? Come si struttura? Come richiederlo?
 
Il prestito d’onore è un sistema di finanziamento pubblico finalizzato ad aiutare gli studenti a completare il percorso di studi permettendogli di affrontare le rate a quattro zeri delle prestigiose università estere. Questo sistema (o sistemi simili) è oggi previsto in alcuni paesi come Inghilterra, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti e Francia, anche se in diverse modalità e con diverse clausole rispettivamente. I prestiti stanziati dallo stato, infatti, differiscono principalmente per le modalità di erogazione, l’utilizzo della somma ed il suo relativo importo, così come anche per il rimborso del prestito.
Vediamo nel dettaglio come funziona il prestito in cinque diversi Paesi.
 
Inghilterra: dal 1998  sono stati immessi i prestiti d’onore per gli studenti aventi nazionalità inglese e non. Una volta accettata l’application per le università inglesi (consiglio vivamente di effettuarla tramite UCAS), ad ogni studente sarà offerta la possibilità di richiedere il prestito allo Stato per affrontare spese di tasse e di alloggio. La restituzione del prestito ottenuto avviene solamente una volta che lo studente comincerà a percepire una busta paga del valore effettivo di 15.000 sterline l’anno o superiore (cioè circa 22 mila euro). A differenza di altri stati, l’Inghilterra non tiene conto però dei meriti degli studenti ma i prestitivengono erogati semplicemente a chi è iscritto a corsi di studio full-time.
 
Germania: nel caso della Germania invece il discorso deve essere presentato diversamente. Infatti gli studi per metà possono essere finanziati da una borsa di studio che ovviamente non dovrà essere restituita allo stato o all’ente promotore, e per metà da un prestito pubblico a tasso nullo. I requisiti per ottenere questo prestito sono molto simili a quelli italiani, infatti lo studente deve avere certi meriti e rientrare in una particolare fascia di reddito. Di conseguenza saranno richiesti una volta accettata l’application documenti come l’attestato di riconoscimento dei voti degli esami conseguiti, dichiarazione dei redditi (ISEE) e altri attestati che se posseduti sono in grado di concedere punti di merito allo studente richiedente il prestito (attestati di lingua, patenti informatiche, corsi extra-universitari).
 
Paesi Bassi: anche qui, a scanso di equivoci, le borse di studio vengono erogate sotto forma di prestiti che a loro volta sono regolati tenendo conto dei meriti e della situazione economica dello studente richiedente, anche se esiste la borsa di studio per gli studenti iscritti ad un corso full-time senza particolari meriti. Da tenere in considerazione, tuttavia, è la possibilità che la borsa pubblica erogata sotto forma di prestito possa diventare completamente a fondo perduto. Questa richiesta può essere avanzata una volta raggiunti particolari meriti illustrati al momento dell’iscrizione alla borsa.
 
Stati Uniti: negli USA conseguire una laurea significa ampliare a dismisura le possibilità lavorative, ecco perché anche lo stato americano offre prestiti sull’onore a studenti volenterosi che, ottenuto il titolo, saneranno il loro debito. Funziona similmente all’Inghilterra, infatti si comincerà a restituire il prestito dal momento in cui si percepirà uno stipendio fisso e full-time. Un’altra soluzione, a mio parere anche più semplice, per lo studente italiano interessato a trascorrere un periodo di studio negli Stati Uniti è quello di usufruire di borse di scambio come l’Overseas (che permette di non pagare le tasse di iscrizione dell’università ospitante) che però poche università offrono,  oppure di effettuare un master post laurea e di vincere la borsa Fullbright (le quali iscrizioni finiscono i primi di maggio). Un'altra cosa che bisogna tenere in considerazione è che in america le università offrono lavori retribuiti ai loro studenti di modo da aiutarli economicamente.
 
Francia: Il Governo Francese non si è mai dimostrato intenzionato a finanziare veri e propri prestiti d’onore agli studenti, d’altra parte fornisce un numero ragionevole di borse di studio al fine di permettere alle persone con meriti e condizioni economiche non troppo agiate di poter studiare liberamente. Le borse di studio non devono essere restituite e di conseguenza i requisiti per ottenerle sono diversi. Per quanto riguarda gli italiani, mi sento il dovere di consigliare, oltre alle innumerevoli borse di ateneo, anche la borsa a concorso statale “Exellence Eiffel”. Sono 400 borse di studio di 12 mesi (prolungabili fino ad 36) che permettono allo studente vincitore di percepire 1200 euro mensili. Inoltre consiglio vivamente di controllare periodicamente anche il sito del MAE (Ministero degli Affari Esteri)  nel quale vengono pubblicate numerose convenzioni internazionali con la Francia.
 
Bisogna obbligatoriamente dire, oltre a quello che è già stato detto, quali sono state le innovazioni che l’UE ha apportato in questo 2014 ai programmi per l’educazione, la formazione e la gioventù. Infatti, il 19 novembre 2013 l’UE ha approvato “Erasmus +”che sostituisce e integra l’attuale Lifelong Learning Programme (che comprende i vari progetti Erasmus, Leonardo, Jean Monnet, ecc.). Per questo programma integrato l’ Europa ha stanziato ben 14.7 miliardi di euro dei quali 2/3 serviranno esclusivamente ad erogare borse di studio e prestiti per gli studenti (circa 4 milioni ne usufruiranno)
Tra questi finanziamenti siamo in grado di annoverare un sistema di prestiti agevolati da 12 a 18 mila euro per chi vuole fare un master (di uno o due anni rispettivamente) all’interno dell’Unione europea. E ancora: borse di studio per giovani, insegnanti e apprendisti, fondi per la formazione nel settore sportivo e per il sostegno di associazioni e ONG. Queste forme di prestiti serviranno a ricoprire le spese per le tasse universitarie e verranno accreditati mensilmente (in diverse forme) agli studenti. Tra le mete previste possiamo annoverare tutti i paesi dell’Unione Europea più Islanda, Turchia, Macedonia, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera ed il periodo di soggiorno coperto dalle borse di studio va dai 3 ai 12 mesi per gli studenti, dai 2 ai 12 mesi per le cosiddette traineeship (stage, internship, tirocini, programmi di apprendistato)
 
A conclusione di ciò potremmo tranquillamente consigliare agli studenti che leggeranno quest’articolo di non abbattersi ma di perseverare. Le opportunità ci sono e gli istituti di formazione sono ben disposti e se in più includiamo anche un buona quantità di forza di volontà ed ambizione,  vedrete che, raggiungere i propri obbiettivi e realizzare i propri sogni risulterà essere più facile di quanto non si creda.
 
La redazione

100 borse di studio per Scienze Politiche ed Economia

 

 

Le Facoltà di Scienze Politiche e di Economia bandiscono 100 borse di studio a copertura del 50% della retta per le nuove iscrizioni ai propri corsi di laurea.

 

In un momento di profonda trasformazione sociale che ha determinato l'esigenza di ripensare i modelli economici e politici che sono alla base della nostra società, l'Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) intende contribuire alla formazione di una nuova generazione di esperti di economia e di istituzioni politiche.

Pertanto, per l'anno accademico 2015-16, UNINT mette a disposizione 50 borse di studio per l’iscrizione al Corso di Laurea triennale in Economia e 50 borse di studio per l’iscrizione al Corso di Laurea magistrale in Scienze politiche.

 

In particolare, la borsa di studio copre il 50% della retta di iscrizione al I anno del Corso di Laurea triennale in “Scienze economiche e delle organizzazioni aziendali” (L-18) e il 50% della retta di iscrizione ai due anni del Corso di Laurea magistrale in “Scienze politiche per le istituzioni e le organizzazioni internazionali” (LM-52).

Le borse saranno assegnate da un’apposita commissione agli studenti più meritevoli sulla base del voto conseguito all’esame di maturità (nel caso della Facoltà di Economia) e alla laurea triennale (nel caso della Facoltà di Scienze politiche) e di un colloquio motivazionale e attitudinale.

 

Le domande dovranno essere presentate entro il 25 settembre compilando il modulo disponibile online a questo link. Il colloquio si svolgerà presso la sede UNINT di Roma – via Cristoforo Colombo 200 – il giorno 28 settembre 2015 alle ore 11.

 

Informazioni utili: Per richiedere ulteriori informazioni compila questo form

Link utili:
Sito UNINT

Contatti utili:
Preside: prof.ssa Antonella Ercolani
Segreteria di Presidenza
Telefono: 06.510.777.265/275
Fax: 06.510.777.242
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Segreteria Studenti
Tel 06.510.777.401
Fax 06.510.777.269
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
 
Lo “Sphere Project” è un'iniziativa volontaria offerta da una vasta gamma di agenzie umanitarie in quanto accomunate dall’obiettivo comune di migliorare la qualità dell'assistenza umanitaria e la responsabilità degli attori umanitari  e rendere pubbliche quali sono le difficoltà, i problemi, e le soddisfazioni nel realizzare un progetto umanitario.
 
Per altre opportunità simili, vai alla sezione "Formazione alle carriere internazionali"
Lo Sphere Handbook, è libro che comprende una serie di principi comuni e standard minimi universali nelle aree di salvataggio e di risposta umanitaria più ampiamente conosciuti e riconosciuti a livello internazionale.
Fondata nel 1997, lo Sphere Project non è una organizzazione di appartenenza. E’ un organizzazione, invece, governata da un Consiglio composto da rappresentanti di reti globali di agenzie umanitarie ed oggi è considerata un'importante è vivace comunità di praticanti che operano in risposta alle esigenze internazionali.

Lo Sphere Handbook in Action è  È un corso gratuito e-learning che si propone allo scopo di rafforzare l'uso efficace della Carta Umanitaria e di fornire informazioni utili a sensibilizzare le masse per quanto riguarda la cooperazione internazionale e il volontariato.
Non sono richiesti titoli di studio. Ogni persona può seguire il corso in base ai suoi impegni e al suo proprio ritmo. Il corso utilizza esempi di scenari realistici, aiutando lo studente a conoscere, attraverso messaggi  fondamentali, il mondo del volontariato.  Il corso sarà utile a chiunque sia coinvolto in risposta umanitaria. Tra gli aspetti chiave del lavoro  umanitario esplorati dal corso vi sono:

- la responsabilità alle popolazioni colpite
- i bisogni di creare valutazioni personali
- il coordinamento della risposta e agli aiuti umanitari
- l'imparzialità e la non discriminazione nei confronti delle popolazioni meno agiate

Tutto ciò viene eseguito  mantenendo intatte le realtà internazionali in cui organi e istituzioni europee operano all’insegna della cooperazione.
È possibile inoltre, all’interno del sito dello Sphere Project inserire e raccontare le proprie esperienze personali nell’ambito del volontariato e della cooperazione.

In questo periodo dove le difficoltà, che rendono quasi impossibile la vita in alcuni dei posti più belli del mondo, sono sconosciute ai più, è necessario, secondo gli operatori dello Sphere Project, tentare di avvicinare il più possibile l’uomo all’uomo, creando in questo modo, una vera e propria coscienze internazionale in cui tutti si rendano conto dei privilegi o delle sfortune che caratterizzano il proprio vivere
 
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Intervista alla Prof.ssa C. Carletti per la "Giornata mondiale dei Diritti Umani"- Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche
 
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza" (art.1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
 
La Giornata Mondiale dei Diritti Umani è uno degli eventi principali nel calendario del quartier generale delle Nazioni Unite a New York. E' un avvenimento sovranazionale che si celebra ogni anno, il 10 Dicembre, giorno in cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 Dicembre 1948), "come ideale da raggiungeresi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, si sforzi di promuovere con l'insegnamento e l'educazione, mediante misure progressive di carattere nazionale ed internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto di questi diritti e di queste libertà...". (Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
In questa giornata vengono inoltre attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia, ovvero: il quinquennale "Premio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani", assegnato a New York (sarà attribuito proprio per le celebrazioni attuali, poichè l'ultima "premiazione" è avvenuta nel 2008) ed il Premio "Nobel per la Pace", assegnato ad Oslo (attribuito quest'anno all'OPCW).
L'OHCHR è la principale Istituzione delle Nazioni Unite chiamata a svolgere un ruolo importante nel coordinamento degli sforzi per le celebrazioni della suddetta giornata. Essa ha ricevuto inoltre dalla Comunità Internazionale un mandato unico: promuovere e proteggere i diritti umani che sono garantiti dalla Dichiarazione stessa. Quest'ultima, oltre ad essere stata base di molte delle conquiste civili della seconda metà del XX secolo, costituisce una fonte d'ispirazione (anche a livello regionale), come è avvenuto per la "Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea", proclamata per la prima volta a Nizza il 7 Dicembre 2000, ed avente pieno valore legale vincolante per i Paesi dell'Unione Europea dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1 Dicembre 2009.
 
In occasione delle celebrazioni per la suddetta giornata, abbiamo intervistato la Prof.ssa C.Carletti, Docente (presso l'Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche di: "Diritto Internazionale"; "Diritto internazionale dello sviluppo"; "Diritto internazionale e processi di pace" e di "Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani"- cors curato dal Prof. R.Cadin). Alla Prof.ssa Carletti abbiamo chiesto una valutazione circa l'efficacia giuridica dell'art.23 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani, che disciplina la materia del "diritto al lavoro", rispetto all'attuale crisi economica che il Sistema internazionale sta vivendo. 
"Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione" (art.23 co.1).
 
L'art.23 co.1 quale valore ha oggi in un contesto di grave crisi economica?
"Il suddetto articolo protetto e promosso già ben prima della nascita delle Nazioni Unite e quindi della Dichiarazione stessa, (l'OIL - "Organizzazione Internazionale del Lavoro"- che lo rappresenta, era infatti l'unica organizzazione preesistente nel Sistema internazionale del 1945), presenta due diverse connotazioni, come:
 - diritto del lavoro pratico (esercizio di un'attività lavorativa);
 - diritto d'accesso (domanda di lavoro presente, e disponibilità di posti di lavoro).
Fissato questo concetto, l'attuale crisi economico-finanziaria ha avuto effetti diversi nel nord del Mondo rispetto al sud, a causa di due diverse titolarità del diritto stesso:
 - nel nord del mondo: come poi avviene per la maggior parte dei diritti umani, esso è stato concepito in maniera estremamente individualista, un mero strumento di crescita economica personale raggiungibile quest'ultima anche venendo meno al rispetto delle principali norme di tutela della vita umana. La crisi economica, inserita in un'ottica simile, ha ridotto sensibilmente la tutela del diritto stesso;
 - nel sud del mondo: al contrario, esso possiede una titolarità collettiva e paradossalmente, anche post crisi economica, esso è risultato più tutelato, poichè la possibilità di lavorare per un individuo corrisponde non solo ad una sua crescita personale ma anche ad uno sviluppo e progresso collettivo, della comunità nella quale egli vive.
Quindi se noi tutti considerassimo il lavoro e l'accesso allo stesso come un'opportunità di crescita collettiva e collegiale, la tutela dello stesso diritto, sarebbe maggiormente garantita! 
Una rilettura oggi, nel 2013, dell'art.23 potrebbe dare vita ad una nuova visione."
 
Le politiche nazionali cosa possono fare e qual è la situazione in Italia in merito?
"Le politiche nazionali sono chiamate a svolgere un ruolo "cerniera" tra gli obblighi stabiliti a livello internazionale e quelle che devono essere le applicazioni degli stessi, a livello nazionale. Il compito che sono chiamati a svolgere gli Stati è quello di creare un giusto bilanciamento tra i diversi fattori in corso: lo sviluppo ed il rispetto dei diritti umani. Il primo non può essere realizzato in maniera costruttiva e positiva se manca il secondo fattore. Quindi le politiche nazionali dovrebbero promuovere una maggiore sensibilizzazione nel rispetto del diritto del lavoro, garantendo l'accesso a quest'ultimo e sostenendo così lo sviluppo e la crescita dell'intera comunità.
In Italia, la tutela del diritto al lavoro (ed il conseguente rispetto dell'art.23 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani), è molto bassa a causa di quell'approccio individualista sopracitato che è stato aggravato dagli effetti negativi della globalizzazione, data l'incapacità o impossibilità da parte dell'uomo di immettersi nel ciclo produttivo in maniera efficiente, dinamica e creativa.
Nel nostro Paese, esistono interi settori della produzione che sono delocalizzati in termini di assegnazione delle competenze produttive a soggetti/enti/collettività straniere, pur di ottenere un guadagno, anche se ciò avviene a discapito della tutela della vita umana degli stessi e dei soggetti nazionali."
 
Considera quindi la globalizzazione una minaccia per la tutela dei diritti umani e specificatamente per l'efficacia giuridica dell'art.23?
"Si può guardare alla globalizzazione come ad una "medaglia a due facce":una - "positiva": essa ha reso il mondo sempre più piccolo ed inclusivo, favorendo le migrazioni e la mobilità degli individui stessi. Inoltre, sul piano economico ha innescato un processo di sviluppo senza precedenti, i cui effetti in termini di crescita hanno assunto una dinamicità tale che la stessa "medaglia" della globalizzazione non poteva non rovesciarsi sull'altra faccia, ovvero quella "negativa". L'individuo da agente attivo, in grado di "guidare" il processo di sviluppo è diventato la vittima dello stesso. La necessità di non rimanere "fermi al palo", accompagnata da quell'approccio individualista di cui parlavo in precedenza, ha causato la proliferazione di politiche economiche scorrette e pratiche completamente sbagliate ed in alcuni casi "illegali", fondate sullo sfruttamento della persona le quali hanno generato una competizione tra chi le regole le ha sempre rispettate e chi al contrario non l'ha mai fatto, è necessario quindi riscrivere gli assetti facendoli valere per tutti, indistintamente.
Esse inoltre hanno influito negativamente sulla percezione che si è avuta della globalizzazione stessa, vista non più come un'occasione di condivisione e confronto tra culture diverse tra loro (affermazione del multiculturalismo) ma, al contrario come fonte di intolleranza, paura verso l'altro, facendo venire sempre meno il rispetto e la tutela dei diritti umani stessi."
 
Infine una domanda sulla struttura del Corso tenuto dalla Prof.ssa Carletti. Qual è il contenuto del corso "Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani" e come si struttura?
"La materia, vincolante per il corso di Laurea Triennale in "Consulente esperto per i processi di pace, cooperazione e sviluppo" e valida come esame a scelta per gli altri percorsi di Laurea Triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, si articola in due parti. Esse prevedono:
 - parte I: lo studio del fenomeno dell' organizzazione internazionale - universale e regionale - nei suoi elementi istituzionali ed operativi;
 - parte II: lo studio circa la promozione e protezione dei diritti umani con un approfondimento circa il processo di riforma dei principali meccanismi operanti nel quadro delle Nazioni Unite.
Obiettivi del corso: l'apprendimento di tali nozioni è fondamentale per gli studenti che intendano sostenere prove concorsuali finalizzate alla carriera diplomatica o alla professione funzionariale presso le OO.II, enti pubblici e privati, nonchè ONG operanti sia in ambito europeo che internazionale."
 
 
A conclusione di questa lunga chiacchierata, ciò che appare chiaroè che gli interessi nazionali, le geo-strategie politiche ed economiche (soprattutto), la sovranità assoluta degli Stati, hanno prevalso e continuano a prevalere rispetto agli interessi collettivi. Gli Stati quindi pur avendo costruito una realtà internazionale, estremante strutturata ed organizzata, risultano deficitari di una cultura internazionale comunitaria e collegiale in grado di assicurare un'efficace tutela e applicazione dei diritti umani.
 
 
Valeria Martorella.
 
 
 
Pubblicato in Rubrica
In occasione dello Human Rights Day del 10 dicembre 2013, la redazione di Carriere Internazionali si è concentrata sul tema dei diritti umani, ricercando per voi opportunità  di lavoro e formazione erogate da enti impegnati nell'ambito della loro tutela e promozione. Tra questi spicca l'Unione forense per la tutela dei diritti umani, che ogni anno organizza il Corso di Specializzazione per la Tutela Europea dei Diritti Umani. Per l'edizione 2013-2014 del Corso, Carriere Internazionali ha dato la possibilità a due studentesse che hanno usifruito dei percorsi di orientamento interessate alla tematica di partecipare in formula completamente gratuita al Corso di specializzazione dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani.
 
Vi proponiamo qui di seguito l'intervista a Sara Pitirra che grazie al sito CarriereInternazionali.com è venuta a conoscenza del Corso e ha deciso di parteciparvi.
 
Che tipo di formazione hai e come mai hai deciso di prendere parte al corso?
Sono iscritta al corso di Laurea triennale in Scienze politiche-Relazioni Internazionali, presso l’Università degli Studi Roma Tre, percorso che tocca solo in parte tematiche relative ai diritti umani e ai loro sistemi di tutela. Essendo questo un argomento che da sempre ha suscitato il mio interesse, e viste le rare occasioni che il mio percorso di studi offre per approfondirlo, ho deciso di cercare autonomamente corsi di formazione, seminari e conferenze che potessero approfondire la mia preparazione al riguardo. Non è infatti il primo corso di questo tipo a cui partecipo! Parallelamente, inoltre, da anni porto avanti un’autoformazione grazie ad altre attività di volontariato nell'ambito della tutela dei diritti di coloro che vivono esperienze di  disagio ed emarginazione.
 
L'esposizione dei contenuti era accessibile anche per persone con una formazione differente da quella giuridica?
Come io stessa ed altri colleghi di Scienze Politiche con cui ho seguito questo corso abbiamo potuto constatare, chi come noi ha una formazione diversa da quella giuridica ha avuto qualche difficoltà nella comprensione di alcuni contenuti. Eravamo comunque consapevoli di “ciò a cui andavamo incontro”: nella descrizione del corso di specializzazione era infatti specificato che sarebbe stato un utile strumento di approfondimento ed aggiornamento per operatori giuridici e studiosi della materia e, sia dalla scheda di iscrizione che dal programma delle giornate, si evinceva che il corso è rivolto in particolare a chi fa parte in qualche modo del settore. Tuttavia, l’esposizione chiara e a tratti “non convenzionale” della maggior parte dei relatori, noti esperti in materia, nonché il materiale distribuito sul sito dell’Associazione (testo della CEDU, regolamenti, sentenze, protocolli, singoli articoli) che era possibile consultare e stampare prima degli incontri, hanno reso accessibili anche a noi i contenuti del corso.
 
Quanto pensi sia stata utile la partecipazione a questo corso in termini di spendibilità dell'attestato di frequenza nel tuo campo professionale?
Penso che per chi come me è interessato ad operare nell'ambito della tutela dei Diritti Umani, la partecipazione a questo corso, convalidata per di più da un attestato di frequenza, possa costituire un’esperienza non indifferente da inserire nel proprio Curriculum Vitae. Il corso era incentrato principalmente sullo studio del funzionamento della “Corte europea dei Diritti umani”, cui ogni individuo può rivolgersi per denunciare violazioni dei propri diritti ed ottenere la riparazione dei danni subiti. Inoltre, abbiamo avuto occasione di approfondire anche la giurisprudenza della Corte, in particolare quella relativa ad alcuni dei diritti tutelati dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, potendo così comprendere meglio l’impatto che essa ha sull’ordinamento italiano.
 
Come era strutturato il corso e le frequenze?
Gli argomenti trattati erano tutt’altro che “leggeri” ed effettivamente l'ascolto degli interventi per tre ore consecutive si è rivelato faticoso, soprattutto in termini di assimilazione dei contenuti. Ad ogni modo, si sono sempre alternati almeno tre relatori e ciò, bisogna dire, ha reso l’ascolto più gradevole. Detto questo, a chi non vuole farsi sfuggire nulla consiglierei di munirsi di un registratore, in modo tale da poter riascoltare gli interventi. Penso comunque che sia stato strutturato in questo modo molto concentrato e durante il fine settimana per garantire la presenza di alcuni esperti, sia per quanto riguarda le cariche che ricoprono alcune personalità invitate, sia per quei professori provenienti da Università di altre regioni.
 
Consiglieresti anche ad altri di frequentare il corso? Se sì, a chi?
Si, consiglierei anche ad altri di frequentarlo, in particolar modo a chi ha una formazione giuridica, poiché avrebbe la possibilità non solo di ascoltare esperti in materia (giudici, avvocati, professori di diritto, magistrati) ma anche di relazionarsi con loro. Terminati gli interventi dei relatori, infatti, viene concessa l’opportunità di porre loro delle domande. Gli interventi dei corsisti, non a caso, erano sempre numerosi e non solo inerenti agli argomenti trattati - per approfondimenti o chiarimenti -  ma relativi anche a casistiche che le persone in questione si trovavano a dover sperimentare in qualità di operatori giuridici. Molti di loro erano venuti da altre parti d’Italia proprio per cogliere questa occasione!
 
-Tirando le somme, quanto pensi sia stata proficua, per te, l'esperienza di questo corso?
Credo che la partecipazione a questo tipo di corsi possa costituire un'ottima occasione non soltanto  per accrescere il proprio bagaglio culturale e formativo, ma anche per entrare in contatto con personalità esperte della materia, alcune delle quali, diversamente, potresti vedere soltanto citate nei testi universitari! Nel mio caso specifico, poi, la partecipazione a questo corso è stata utile anche perché presto mi troverò a sostenere l’esame di “Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani”. Un altro aspetto da considerare è la possibilità di conoscere siti e in questo modo avere accesso a documenti e materiale che uno studente da solo potrebbe non riuscire a reperire e che invece potrebbero rilevarsi utili in sede d’esame o per una Tesi di laurea che tratti queste tematiche. Inoltre, uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente sono stati i continui richiami e collegamenti dei diversi relatori ad eventi realmente accaduti, il che ha reso l'esposizione degli argomenti precisa, circostanziata e molto pratica.  Infine, la partecipazione al corso dà l’opportunità di ottenere 12 CFU (crediti formativi universitari), arricchendo così il proprio curriculum accademico. Sulla base di quanto detto, insomma, posso dire che la mia  partecipazione a questo corso è stata estremamente fruttuosa.
 
Francesca Di Russo
 
 
Pubblicato in Rubrica
Ente: ArciStrauss  - L′associazione culturale ″Strauss″ è un’associazione no-profit affiliata all’Associazione Nazionale Arci, da qui il nome “ArciStrauss”
 
Chairman:Jose Mario Messina, eletto Presidente dell’Associazione nel settembre 2010
 
Data di fondazione:L' Associazione ArciStrauss ha iniziato ad operare nel 1999 autofinanziandosi
 
Collocazione:
Piazzale Mongibello s.n.c. 93014 Mussomeli (CL)
Tel. 0934 993971
Fax. 0934 084138
 
Obiettivi dell'Ente: ArciStrauss si prodiga per la promozione di una società multiculturale e multietnica partendo dalla formazione dei giovani. Infatti, sin dalla sua fondazione, l’Associazione ha sempre lavorato con i giovani promuovendo mobilità giovanile europea, scambi culturali, manifestazioni (teatrali, musicali, sportive) a livello locale, seminari, momenti di incontro e socializzazione con l’obiettivo infondere una cultura della diversità e della legalità improntata ad una logica “glocal”. Tra le attività realizzate in passato, sono da segnalare: la Festa della Musica; la Carovana Antimafia; conferenze e seminari su tematiche di interesse comune; il raduno Writing and Hip hop; gli sportelli Infogiovani e Info H.
 
Attività dell'Ente: L’Associazione ArciStrauss propone una vasta gamma di attività sia a livello locale, sia a livello europeo
 
Ecco le principali attività locali promosse:
-      Sportello Informagiovani, sportello informativo e di orientativo, rivolto a tutte le fasce di età ed attrezzato per rispondere a curiosità e problemi di varia natura;
-       Internet Point, servizio che offre la possibilità di collegarsi gratuitamente a internet ed usufruire di tutti i servizi digitali;
-    Info-H, sportello dedicato ai diversamente abili che svolge funzioni informative, di consulenza e di orientamento in merito a scuola, lavoro, previdenze economiche, turismo, attività ludico-sportive, volontariato, associazionismo, legislazione, ausili, riabilitazione;
-      Radio Giornale Europa, radio web nata da un progetto europeo che raccoglie numerosi giovani del territorio provinciale affinché possano esprimere idee e opinioni;
-       ALTERnativo, periodico di informazione sulla politica locale;
-       L’Europa a Scuola, serie di incontri mirati nelle scuole secondarie di secondo grado volti a promuovere l’Unione Europea fra i giovani;
-     Sportello Crea-impresa e orienta lavoro, sportello che offre assistenza e consulenza gratuita a chiunque voglia intraprendere un percorso di auto imprenditoria e a chiunque sia alla ricerca di offre supporto anche nella ricerca di un impiego/percorso formativo di vario genere;
-    Laboratori multimediali, di lingue, pittura e decoupage che consentono a numerosi giovani e non solo, del distretto socio-sanitario D10 e D4 di acquisire/migliorare le competenze informatiche, linguistiche e artistiche;
-        Borse Lavoro, servizio svolto in collaborazione con l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Caltanissetta, rivolto ai giovani del Distretto socio-sanitario D10 aventi problemi di tipo legale ai fini del loro reinserimento in società attraverso attività lavorative tutorate;
-        Sportello Europa, servizio che offre informazioni e consulenza gratuita su tutto il mondo legato alla mobilità giovanile europea.
 
Le principali attività svolte dall’Associazione a livello europeo sono le seguenti:
-        Programma Comunitario “Gioventù in Azione” (ex Gioventù), programma tramite il quale dal 2002 ArciStrauss ha partecipato a diverse iniziative in tutta Europa (scambi culturali, seminari, corsi di formazione, iniziative giovanili). Tale programma ha permesso ad Arci Strauss di sviluppare un fitto partneriato europeio diventando così tra le Associazioni più attive del Sud Italia nell’ambito della mobilità giovanile europea. In particolare, ArciStrauss è stata partner di progetti di mobilità in Spagna, Francia, Grecia, Finlandia, Svezia, Polonia, Danimarca, Germania, Portogallo, Lettonia, Repubblica Ceca, Lituania, Estonia, Ungheria, Turchia, Romania, Bosnia, Cipro, Irlanda, Bulgaria, Slovacchia, Slovenia, Austria, Malta;
-        Servizio Volontario Europeo (SVE), dal 2008 ArciStrauss è attiva anche nell'ambito dello SVE essendo stata accreditata come organizzazione di invio ed ospitante. Inoltre l’Associazione ha dato vita alla “European Strauss”, una ENGO (environmental non-governmental organization), costituita da numerose associazioni di diversi Paesi europei, tutte affiliate alla Strauss,  che promuove la mobilità giovanile europea e tutti i valori dell’Unione Europea
 
Opportunità dell'Ente: Arci Strauss proponeScambi Culturali Europei, Servizio Volontario Europeo (SVE), Seminari e TC (Training Course)
 
Gli Scambi Culturali Europei sono progetti che promuovono la mobilità giovanile e l’apprendimento interculturale attraverso gli scambi socioculturali tra gruppi di giovani provenienti da diversi Paesi europei ed extra-UE. I progetti sono rivolti a giovani di età compresa fra i 13 e i 25 anni (spesso si ha la presenza di giovani sino a 30anni), legalmente residenti in uno dei Paesi aderenti al programma “Gioventù in Azione”. Coloro che vogliono candidarsi per partecipare a Scambi Culturali Europei tramite ArciStrauss devono compilare il “modulo adesione” presente nell’area download e inviarlo insieme ad un semplice curriculum vitae all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Qualora il candidato non avesse ancora compiuto i 18 anni di età, inviare anche il modulo “autorizzazione per minorenni” . Una volta selezionati, occorre  versare la quota specificata nella descrizione dello scambio, inviare via mail copia del versamento e del documento d’identità, seguire tutte le istruzioni organizzative che verranno inviate via mail.
 
Servizio Volontario Europeo (SVE)  ha un duplice obiettivo. Da un lato accresce la solidarietà tra i giovani, dall’altro esso si configura come un vero "servizio di apprendimento". Infatti, i giovani che partecipano allo SVE oltre ad operare a favore delle comunità locali, sviluppano nuove capacità e apprendono nuove lingue, entrando in contatto con nuove culture.  Un progetto SVE può svolgersi in vari settori o aree di intervento (cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, protezione civile, ambiente, sviluppo cooperativo). Sono esclusi interventi ad alto rischio in situazioni immediatamente successive a crisi (aiuti umanitarie, aiuti immediatamente successivi a catastrofi). Il progetto SVE è aperto a tutti i tutti i giovani dai 18 ai 30 anni residenti in uno dei Paesi aderenti al programma Comunitario “Gioventù in Azione”. In alcuni casi eccezionali anche i giovani a partire dall’età di 16 anni possono partecipare allo SVE. Per candidarsi a uno dei progetti gestiti da ArciStrauss  occorre inviare il proprio CV, possibilmente in formato Europass, e una lettera motivazionale, il tutto in inglese o nella lingua del paese ospitante se la si conosce, all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
 
Seminari e TC (Training Course)comprendo una serie di progetti volti a promuovere lo scambio di esperienze, competenze e best practices tra le organizzazioni giovanili. A tali progetti possono partecipare tutti coloro che sono residenti in uno dei Paesi aderenti al Programma Comunitario “Gioventù in Azione” senza alcun limite di età. Coloro che vogliono candidarsi per partecipare ad uno dei progetti dell’area “Seminari e TC” devono compilare il “modulo adesione” presente nell’area download e inviarlo insieme ad un semplice CV all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Una volta selezionati occorreversare la quota specificata nella descrizione dello scambio, inviare via mail copia del versamento e del documento d’identità, seguire tutte le istruzioni organizzative che verranno inviate via mail.   
 
 
Link utili:
 
Ritalba Mazzara

 

Pubblicato in No Profit

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