«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. »
Questo è quanto viene citato nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei diritti umani firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri. La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: per la prima volta nella storia dell'umanità, infatti, veniva prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni; per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo. Ogni anno il 10 dicembre si celebra la giornata internazionale dei diritti umani, per commemorare la proclamazione di questo importante documento. Lo scopo della giornata è di educare e sensibilizzare tutti al rispetto dell'uomo in quanto tale e a ricordare i passi compiuti dalla società verso il rispetto di tutti gli esseri umani, contro la schiavitù e la soppressione dei diritti individuali. Non a caso, la giornata si pone come un momento di confronto e riflessione per rendere omaggio a tutti i difensori dei diritti umani che, attraverso la loro azione, lottano per porre fine alle discriminazioni e alle ingiustizie.
Nel 1993, è stato istituito l'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani (United Nations Office of the High Commissiones for Human Rights - OHCHR) per la tutelare a promuovere i diritti umani sanciti dalla Dichiarazione Universale.
La Dichiarazione dei Diritti Umani fa da musa ispiratrice ad un altro trattato di portata internazionale ovvero la Convenzione Europea dei diritti umani e delle libertà fondamentali (Cedu); adottato in seno al Consiglio d’Europa e firmato a Roma il 4 novembre 1950, esso può definirsi  la forma più pura e completa di protezione dei diritti umani, in quanto legalmente vincolante. Tale Convenzione ha reso possibile la creazione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel 1959 che ha sede a Strasburgo e ha come obiettivo principale il rispetto dei diritti sanciti dalla stessa Cedu. A tutela dei diritti umani in ambito europeo è stata istituita nel 2007 la European Union Agency for Human Rights, come evoluzione del Centro Europeo di Monitoraggio su Razzismo e Xenofobia.
I diritti umani rappresentano le fondamenta di libertà, pace, sviluppo e giustizia e risulta più che mai indispensabile fare leggi a tutela e sostegno dei diritti umani così come sono indispensabili uomini e donne che, con coraggio, lottano per proteggere i diritti, propri e altrui. Una quantità di operazioni dell’ONU per il mantenimento della pace hanno una componente legata ai diritti umani. In totale, le attività sul campo dell’ONU nel campo dei diritti umani vengono attualmente svolte sul territorio di 30 nazioni. Esse contribuiscono al rafforzamento delle capacità nazionali nei settori della legislazione, dell’amministrazione e dell’educazione ai diritti umani; indagano sulle violazioni che vengono denunciate e assistono i governi nell’assumere misure correttive laddove siano necessarie. La giornata, infatti,  è uno degli eventi di punta nel calendario del quartier generale delle Nazioni Unite ed è onorata con conferenze di alto profilo politico ed eventi culturali come mostre o concerti riguardanti l'argomento dei diritti umani. Inoltre, in questa giornata vengono tradizionalmente attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia, ovvero il Premio delle Nazioni Unite per i diritti umani, assegnato a New York, ed il premio nobel per la pace ad Oslo. Abbiamo anche dei collegamenti con la Dichiarazione di Vienna e Programma d'Azione (VDPA) adottata dalla Conferenza mondiale sui diritti umani di Vienna nel 1993; tale incontro segnò un momento fondamentale per ribadire l’importanza del valore della cooperazione e dei legami attraverso gli interessi e per sviluppare la consapevolezza del divario Nord-Sud, nonché costituì un punto di svolta significativo negli atteggiamenti verso le donne. 
Fino a oggi, i diritti umani hanno figurato raramente nelle diagnosi o nelle ricette suggerite dalla comunità internazionale; sarebbe bene, invece, che i governi investissero nei diritti umani con la stessa convinzione con cui investono nella ripresa economica. 
Il diritto internazionale è chiaro: “Chiunque tu sia, ovunque tu viva, la tua voce conta".
  
Link utili: alcune delle organizzazioni internazionali governative e non che si occupano nello specifico di diritti umani:
 
 
Leggi il nostro articolo dedicato alla Giornata Internazionale dei Diritti Umani: 10 dicembre 2018: 70 anni di Giornata Internazionale dei Diritti Umani nella sezione Organizzazioni Internazionali
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Nome dell' Ente: Human Rights Watch 
 
Data di fondazione: Human Rights Watch nasce nel 1978 con la creazione di Helsinki Watch, progettato per supportare i gruppi di cittadini formatisi in tutto il blocco sovietico, che volevano fare in modo che l'Unione Sovietica rispettasse gli Accordi di Helsinki del 1975. In rapida successione nacquero Asia Watch (1985), Africa Watch (1988), e Medio Oriente Watch (1989). Solo nel 1988, tutte le commissioni si unirono creando lo Human Rights Watch. 
Vai agli approfondimenti sul tema Diritti Umani e sulla Giornata dei Diritti Umani del 10 dicembre!
 
Chairmain  dell'ente: Il direttore esecutivo di Human Rights Watch è Kenneth Roth
 
Collocazione: Human Rights Watch
350 Fifth Avenue, 34th Floor
New York, NY 10118-3299
Stati Uniti d'America
Tel: 1- (212) 290-4700
 
Obiettivi: Human Rights Watch è un'organizzazione non governativa no-profit, che si occupa dei diritti umani. Il suo staff, composto da circa 400 membri, provenienti da tutto il mondo, sono professionisti dei diritti umani,  avvocati, giornalisti e studiosi. Human Rights Watch è noto soprattutto per il suo accurato accertamento dei fatti, un'informazione imparziale, un uso efficace dei mezzi di comunicazione, e di advocacy mirata, spesso in collaborazione con i gruppi locali per i diritti umani. Le ricerche sono mirate alla scoperta di situazioni che possano generare preoccupazione e attenzione nelle comunità locali e internazionali, anche avvalendosi del supporto mediatico per poter meglio denunciare le varie forme di ingiustizia. Ogni anno, Human Rights Watch pubblica più di 100 relazioni e briefing sulle condizioni dei diritti umani in 90 paesi. Lo scopo di questa organizzazione è porre all'attenzione della comunità internazionale gli abusi che avvengono, al fine di imporre ai governi imputati di essi un cambiamento dei comportamenti e delle leggi
 
Descrizione dei progetti/attività dell'ente: Human Rights Watch si occupa, sin dal momento della sua fondazione, di diritti umani. Nel 1990 denunciò i genocidi in Ruanda e nei Balcani ed ha sperimentato nuove  modalità per indagare sulle violazioni dei diritti in società chiuse come l'Arabia Saudita e Corea del Nord. Allo stesso tempo, già da allora, l'organizzazione ha ampliato e rafforzato il suo lavoro sui diritti delle donne, dei bambini, dei rifugiati, dei lavoratori migranti. Human Rights Watch si oppone alle violazioni di basilari diritti dell'uomo, quali la pena di morte e la discriminazione in base all'orientamento sessuale, sostiene e appoggia le lotte a favore di fondamentali diritti quali la libertà di religione e la libertà di stampa.  In particolare, Human Rights Watch attualmente
- Cerca di realizzare la piena emancipazione delle donne e promuove l'uguaglianza dei diritti
- Ha contribuito ad accendere i riflettori su temi, precedentemente ignorati, come i diritti degli omosessuali
- Ha supervisionato il commercio internazionale delle armi e il ruolo delle imprese nel campo dei diritti umani, producendo studi innovativi, per esempio, sulle violazioni dei diritti nei settori del petrolio, dell'oro, e delle armi 
- L'attacco alle Torri Gemelle dell'11 Settembre e le sue conseguenze hanno evidenziato la necessità di nuove forme di pressione sui gruppi terroristici e sui loro sostenitori e un attento monitoraggio delle leggi antiterrorismo, politiche e pratiche che violano i diritti umani fondamentali
- Si occupa della piaga dell' HIV / AIDS, ed ha creato un programma dedicato ai diritti umani e alla salute
- Un altro settore importantissimo è quello dei diritti dei bambini, in particolare di coloro che non hanno accesso all'istruzione, lavorano lunghe ore in condizioni pericolose, sono costretti a servire come soldati in conflitti armati, o a vivere in istituti o orfanotrofi
- Si occupano poi di persone disabili. Gli individui con disabilità fisiche e mentali spesso devono affrontare una maggiore violenza e discriminazione, eppure rimangono invisibili nelle loro comunità
 
Opportunità di lavoro e stage:
Human Rights Watch offre costamente opportunità di lavoro presso le proprie sedi. Per ulteriori informazioni vai alla pagina web dedicata
Fellowship: ogni anno è possibile presentare la propria candidatura entro il 6 dicembre per il Programma Alan R. and Barbara D. Finberg Fellowship aperto ai giovani laureati (Master's Degree)
Interniship:  HRW offre opportunità di interniship negli uffici dei vari paesi in cui è presente
 
Link Utili:
 
Sara Faonio
Pubblicato in No Profit
I dati diffusi da UN Women (United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women) dimostrano che la violenza contro le donne è tuttora una piaga globale. Nonostante un intenso attivismo sociale mondiale e la presenza di strumenti giuridici posti a tutela delle donne, nel mondo ogni anno il 35% delle donne è oggetto di maltrattamenti sessuali sia all’interno, sia all’esterno delle mura domestiche. Il fenomeno delle “spose-bambine” e la pratica delle mutilazioni genitali femminili coinvolgono rispettivamente 64 milioni e 140 milioni di soggetti. Il 98% delle vittime della tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale è costituito da donne e fanciulle.
La Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU il 17 dicembre 1999 (Risoluzione 54/134) proprio per mantenere viva l’attenzione sui temi legati a tutte le forme di violenza contro le donne e le bambine. In particolare, la Giornata si propone un duplice obiettivo. Da un lato, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su tutte le varie manifestazioni della violenza di genere quali, ad esempio, gli abusi sessuali/psicologici, le discriminazioni, il femminicidio. Dall’altro essa vuole esortare i governi, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative (ONG) a porre in essere strumenti di contrasto a tali fenomeni.
La Giornata è celebrata ogni anno il 25 novembre in ricordo della data scelta da alcune donne attiviste, riunitesi al primo Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi (Feminist Encuentro for Latin America and the Caribbean), tenutosi a Bogotà nel 1981. Le attiviste scelsero il 25 novembre perché quello stesso giorno nel 1960 ebbe luogo l’assassinio delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore della Repubblica Dominicana per oltre 30 anni.
Oggi la violenza contro le donne si materializza per il tramite di molteplici manifestazioni. Nello specifico, essa può assumere diverse forme quali: violenza sessuale/psicologica tout court (domestica e non); pedofilia; tratta di esseri umani; mutilazioni genitali; stupro di guerra. Ci si trova di fronte a forme di violenza caratterizzate da sfumature diverse ma che, tuttavia, sono accomunate dalla costante violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Per questa ragione sia a livello universale (ONU), sia a livello regionale (Consiglio d’Europa) sono state adottate numerose convenzioni a tutela delle donne e delle bambine. Tra le più importanti occorre annoverare: la Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne; la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia; la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, nota anche come “Convenzione di Istanbul”(questa non ancora in vigore).
In linea con gli orientamenti internazionali e regionali, l’Italia dimostra un impegno costante sul fronte della lotta per l’eliminazione della violenza di genere. Il 10 settembre 2013 l’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul (già firmata il 27 settembre 2012) e, sulla base delle indicazioni in essa contenute, con la legge n. 119 del 15 ottobre 2013 ha reso più incisivi gli strumenti della repressione penale dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori (stalking). Inoltre su tutto il territorio nazionale sono presenti numerosi centri antiviolenza a livello provinciale e regionale. Nella Capitale si segnala, in particolare,  l’operato dell’Associazione Differenza Donna e dell’Associazione Nazionale  Volontarie del Telefono Rosa.
In occasione della Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne 2013, all’interno del sistema ONU, l’ESCAP (Economic and Social Commission for Asia and the Pacific) ha organizzato un’intera giornata commemorativa a Bangkok. Inoltre nel quadro della campagna del Segretario Generale, UNITE to End Violence Against Women”, sono stati indetti i cosiddetti 16 Days of Activism Against Gender-Based Violence (16 Giorni di Attivismo contro la Violenza di Genere). Dal 25 novembre 2013 al 10 dicembre 2013 in tutto il mondo gli uffici ONU e numerosi rappresentati della società civile organizzeranno delle attività con lo scopo di prevenire e in ultima istanza porre fine alla violenza contro le donne e le bambine.
In Italia,  il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha lanciato la campagna "Riconosci la violenza" che parte il 18 novembre 2013 e verrà ripresa nel corso di tutto il 2014. La campagna, adottata e tradotta in spagnolo anche dallo Stato del Messico, esorta il mondo femminile a guardare con più lucidità chi si ha accanto affinché ogni donna riesca a sottrarsi in tempo ad ogni genere di maltrattamento imparando a riconoscere le prime avvisaglie di violenza.Inoltre, la sera del 25 novembre p.v. a Roma, presso il Palazzo delle Esposizioni avrà luogo un recital di poesie di Mariangela Gualtieri, considerata una delle più grandi poetesse italiane viventi. L’evento, indirizzato soprattutto ai giovani, mira a sottolineare l’importanza della cultura, della scuola e della società civile nella lotta contro la violenza di genere.
 
Leggi l'intervista a una donna che opera contro la violenza e gli abusi sulle donne.
 
Link d' interesse:
 
 
Ritalba Mazzara
 
"Millions of women and girls around the world are assaulted, beaten, raped, mutilated or even murdered in what constitutes appalling violations of their human rights."
 Ban Ki-moon
Pubblicato in Istituzioni
I Paesi membri dell’UNESCO, con delibera adottata a Parigi il 14 Luglio 1995 hanno proclamato il 16 Novembre di ogni anno “Giornata internazionale per la Tolleranza”, per ricordare i principi ispiratori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, approvata dalle Nazioni unite il 10 Dicembre 1948.
“L’intolleranza, flagello di nefaste conseguenze, è una minaccia alla democrazia alla pace ed alla sicurezza” (Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite, 16 Novembre 2003).
Una delle sfide più importanti che la Comunità Internazionale deve affrontare oggi è come liberare il mondo dall’intolleranza.
Quest’ultima può essere considerata come l’altra faccia di una stessa medaglia, quella della GLOBALIZZAZIONE.
Difatti, se da un lato essa ha reso il mondo sempre più piccolo ed inclusivo, favorendo le migrazioni ed una mobilità senza precedenti; d’altro canto però è cresciuta di pari passo anche l’ignoranza e la paura dell’altro” alimentata anche dai continui fatti di cronaca cui siamo soggetti.
Dal momento che difficilmente esiste un angolo della Terra che non sia caratterizzato dalla diversità, l’incremento dell’intolleranza è una minaccia sempre presente che rischia di compromettere la democrazia, la sicurezza e la pace.
Questo è il motivo per cui, più di 50 anni dopo che i firmatari dello Statuto delle Nazioni Unite decisero di “praticare la tolleranza” e di “vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato”, la tolleranza è ancora una delle priorità dell’azione delle Nazioni Unite.
La tolleranza va oltre la coesistenza pacifica fra diverse culture, “è un atteggiamento concreto e positivo, ispirato dal riconoscimento e il rispetto per i diritti e le libertà altrui”. E’ necessario quindi guardarsi dai facili discorsi d’inclusione o da tutte quelle azioni di sola facciata, perché dietro ad esse si cela il mero interesse economico ad individuare nell’“altro”, specie se straniero, uno strumento più conveniente per ottenere un profitto monetario maggiore, provocando sia un livellamento verso il basso della qualità e del valore stesso del lavoro e alimentando l’indifferenza rispetto a qualsiasi possibile tentativo o sforzo nel voler conoscere l’“altro”, dal quale poter apprendere un nuovo modo di vivere, arricchendo così il proprio bagaglio culturale e di esperienze attraverso l’incontro di nuove realtà. L’“altro”, specie nell’ambito lavorativo e soprattutto in questo periodo nel quale il grado di incertezza per il proprio futuro è estremamente elevato, viene invece percepito come un “nemico” dal quale guardarsi piuttosto che, con il quale, condividere progetti e competenze.
E’ richiesta quindi un’etica di responsabilità attenta all’integrità dell’essere umano. La tolleranza è un atteggiamento razionale che ci permette di definire, mediante il dialogo, lo scambio e l’accettazione della differenza, i valori sui quali costruire l’esistenza della Comunità Internazionale.
La tolleranza non è data per scontata, deve essere insegnata, nutrita e comunicata ed in questo gioca un ruolo portante l’educazione. Quest’ultima, dentro e fuori la scuola, è essenziale per rafforzare la conoscenza di questo tema e per potenziare nelle giovani generazioni il valore della tolleranza e del rispetto reciproco quale garanzia etico – civile per l’instaurazione di una cultura della democrazia e della pace.
In merito a ciò assume rilevanza l’evento “Settembre Pedagogico” (rimando al link “eventi”). Esso si inserisce anche nell’ambito del 50°anniversario dal discorso di Martin Luther King del 28 Agosto del 1963, durante la marcia per il lavoro e la libertà, a Washington.
Il suo “I have a dream…” è diventato storia, simbolo per milioni di persone che lottano per la libertà, la giustizia e la tutela dei diritti fondamentali ed espressione di una speranza che tutt’ora l’intera Comunità Internazionale continua a nutrire per realizzare un cambiamento radicale, di cui sono responsabili direttamente gli Stati, chiamati a mantenere i loro impegni ed i loro doveri. “L’imperativo della tolleranza è chiaro a tutti, ma deve essere ancora più forte e ribadito giorno per giorno”.
 
Il tema della tolleranza è al centro delle politiche di molte organizzazioni internazionali. Anche il Consiglio d’Europa ha lanciato una campagna giovanile contro il discorso dell’odio su internet, con lo scopo di combattere il razzismo e la discriminazione “No Hate Speech”, con una serie di attività previste proprio per la Giornata Mondiale della Tolleranza.
 
Valeria Martorella
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Sono aperte le iscrizioni per la prima scadenza del “programma internship” offerto dall’Ohchr a Ginevra! Avete tempo fino al 30 Aprile per candidarvi.
 
Ente:OHCHR – “Office of the High Commissioner for Human Rights”- Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.
 
Dove: Ginevra, Svizzera.
 
Destinatari:Studenti universitari in possesso del Diploma di Laurea.
 
Durata:6 mesi.
 
Scadenza:Sono previste due scadenze (per i due programmi internship offerti dall’Ufficio:
-30 Aprile:per il programma stage che si svolge da Luglio a Dicembre
-31 Ottobre:per il programma stage che si svolge da Gennaio a Giugno
 
Descrizione dell’offerta:
Il programma di internship dell’Ohchr mira al raggiungimento di due obiettivi:
-accrescere le conoscenze degli stagisti in merito al tema della tutela dei diritti umani, offrendo loro la possibilità di vivere un’esperienza sul campo
-fornire a giovani studenti o laureati la possibilità di collaborare con gli Uffici dell’Ohchr.
Gli aspiranti stagisti (il programma si rivolge a 50 studenti universitari), sotto la supervisione del responsabile dell’Ufficio al quale si viene assegnati e, in base alle necessità richieste dall’ufficio stesso, sono chiamati a svolgere le seguenti attività:
-elaborare ricerche in merito alle problematiche sulla tutela dei diritti umanai
-fornire il materiale necessario durante gli incontri o le conferenze
-svolgere attività di back-stopping che prevedono: consulenza, accompagnamento, sostegno e continuità temporale e tematica di un progetto o di un servizio specialistico svolto sul campo
-partecipare ad incontri sul tema della tutela dei diritti umani condotti dallo staff dell’Ufficio competente
 
Requisiti:
Istruzione.E’ richiesto il possesso del Diploma di Laurea in discipline affini agli ambiti lavorativi delle Nazioni Unite, quali: Scienze Politiche, Diritto internazionale, Scienze storiche o Scienze sociali. La specializzazione in materia di tutela dei diritti umani rappresenta un vantaggio.
Lingue.Ottima conoscenza scritta e parlata di almeno due lingue ufficiali utilizzate in sede Onu (francese ed inglese sono preferibili).
Esperienze.Non è richiesta alcuna esperienza pregressa.
Al seguente link "internship programme" è presente una tabella di autovalutazione recante 5 diversi requisiti base. Per considerarsi “idonei” al programma di stage si deve rispondere affermativamente a tutti e cinque i requisiti previsti.
 
Retribuzione:
Non è prevista alcuna retribuzione. Le spese del viaggio, vitto e alloggio sono tutte a carico del tirocinante.
 
Documenti richiesti:
E’ richiesta una copia del proprio “curriculum vitae” da allegare all’“internship application form” ed eventuali saggi accademici, progetti o lavori elaborati durante il proprio percorso universitario (da un minimo di 3 ad un massimo di 12 pagine).
 
Per candidarsi:
L’aspirante tirocinante deve inviare tramite A/R presso il seguente indirizzo: Palais des Nations CH – 1211 Ginevra, Svizzera o tramite e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. i due documenti che seguono:
-l'internship application form è scaricabile dal seguente link e che deve essere compilata in tutte le sue parti
-documenti relativi a progetti, lavori o saggi accademici elaborati durante il proprio percorso universitario scannerizzati in formato “Pdf” o “Word”
Entrambi i documenti devono essere indicati con il: cognome – nome e tipo di documento (internship application form, documento accademico)
 
Link utili:
Internship programme (per avere tutte le informazioni più dettagliate in merito al programma di stage).
 
Informazioni utili:
Breve ritratto. Ginevra, capitale dell’omonimo cantone, è la seconda città più popolata della Svizzera dopo Zurigo. Perno centrale di tutta la regione in materia di economia, salute, istruzione e trasporti con Vienna, Zurigo e Vancouver offre la più alta qualità di vita come stabilito dal Mercer Consulting.
Si estende all’estremità sud-ovest del lago Lemano, sulle due rive del Rodano, nel cuore di una conca chiusa e circondata da montagne tutte in territorio francese.Il nome dell'antica città romana di Genava deriva dal celtico genu / genawa che significa "estuario", "golfo". La lingua adottata è il francese e per quanto riguarda il fuso orario non sussistono differenze con l’Italia.
Luoghi d’interesse. Le principali attrazioni turistiche di Ginevra includono il Muro dei Riformatori, il Jet d’eau (il Getto d’acqua) simbolo della città ed il Palais des Nations che ospita la sede europea delle Nazioni Unite.
Un altro luogo apprezzato dai turisti è la Città vecchia che preserva l’architettura tipica di una città europea del XVIII secolo. Illustre personalità tra cui Jean-Jacques Rousseau e Franz Liszt hanno vissuto in questa parte della città.
Per muoversi. La TPG (Transports Publics Genevois) gestisce una fitta e ramificata rete di autobus e filobus nonché una rete di tram in piena rinascita. Un servizio di battelli gestisce il collegamento tra le due sponde del lago.
Per entrare. In Svizzera occorre il passaporto italiano oppure la carta d’identità valida per l’espatrio.
La carta d’identità prorogata è riconosciuta solo se in formato cartaceo, il rinnovo sulla carta d’identità elettronica invece non viene riconosciuto.
 
Contatti utili:
 
Consolato Generale d’Italia a Ginevra:
Rue Charles-Galland, 14
1206 Ginevra, Svizzera
Tel.: (+419 228396744
Fax: (+419 228396745
Num. per emergenze: (+41) 793253978
E-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
OHCHR
Palais Wilson rue des Paquis, 52
CH -1201 Ginevra, Svizzera.
Tel.: (+41)229179220
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Indirizzo postale:
OHCHR
Palais des Nationes, 10
CH–1211 Ginevra, Svizzera.
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
Il training program in International Human Rights, SpeakOut!, organizzato da UNPO, si svolgerà a Leiden, in Olanda, dal 6 all’8 Agosto 2013.
Tre giorni di workshop e seminari organizzati dalla Unrepresented Nations and Peoples Organization - UNPO per fornire gli strumenti e le conoscenze di base nel campo dei Diritti Umani. Un’occasione unica per i giovani dai 18 ai 32 per avvicinarsi alle tematiche dei popoli indigeni, delle minoranze e dei territori non rappresentati.
L’UNPO è un'organizzazione non governativa internazionale democratica. I suoi membri sono popoli indigeni, nazioni occupate, minoranze e stati o territori indipendenti a cui manca una rappresentazione diplomatica internazionale. L'UNPO si prefigge di proteggere i diritti umani e culturali dei propri membri, conservare i loro ambienti naturali, e di raggiungere soluzioni non violente ai conflitti che li vedono coinvolti. L'UNPO fornisce un forum per gli aspiranti membri e aiuta i suoi membri a partecipare a un livello internazionale.
 
Leggi l’interessante programma dell’evento, la quota per partecipare è di soli 50 euro! E allora, cosa aspetti a registrarti?
 
SpeakOut! is a unique three-days programme of workshops and networking events which intends to bring together UNPO Members youth and give them necessary means and skills to be effective in Human Rights lobbying and advocacy. The main target group of the event is youth aged 18-32, but older applicants are also acceptable.
The aim of SpeakOut! is to successfully train young trainers to become reliable channels of Human Rights advocacy, supported by interactive workshops, UNPO designed literature and study materials, participants become capable of re-teaching the skills and knowledge gained on effective Human Rights advocacy, United Nations tools and mechanisms, grassroots funding, and effective lobbying practices.
 
THE EVENT OFFERS
- Informative Lectures with Experienced Human Rights Defenders
- Shared Experience Learning and Training Workshops 
- International Human Rights Networking
Programme of the event will be as follows:
Day 1:
08:45 – 09:15                     Registration and Coffee & Tea
09:15 – 10:45                     Ice breaker and acquainting with each other
10:45 – 12:15                     Workshop 1 by Pierre Hegay on United Nations Humans Rights Mechanisms
12:15 – 13:00                     Lunch
13:00-13:45                     Travelling to the Special Tribunal for Lebanon
13:45 – 16:30                   Visit to the Special Tribunal for Lebanon
16.30                                    End of Day One
 
Day 2: 
 
09:00 – 10:30            Workshop 2 by Euroclio on Budgeting and Project Writing
10:30 – 10:45              Coffee
10:45 – 12:00             Presentations of the participants on their situation.
12:00 – 13:00               Lunch
13:00 – 16:00             Workshop 3 by UNPO team on Negotiation Strategies
16:15- 17:45               Workshop 4 by Jochem de Groot from D66 Liberal Party on Media and Communication
 
Day 3: 
 
09:00 – 10:30                      Workshop 5 by UNPO team on Campaign Communication Strategies
10:30 – 10:45                      Coffee Break
10:45 – 12:15                      Workshop 6 by Jeroen Zandberg on Website Creation And Management
12:15 – 13.45                    Lunch
13:45 – 15:15                   Workshop 7 by UNOY on Policy Advocacy Tactics
15:15 – 15:30                     Coffee
15:30 - 16:00                      Evaluation
16:00 – 17:30                   Drinks and closing remarks 
Kindly note that UNPO is unable to arrange or fund travel and accommodation. We can recommend accommodation upon request. A participation fee of €50 is requested to cover facilitation, lunches and publishing of training manuals. All aspects of the event will be conducted in English.
Registration for the event has been opened!
 
CLICK HEREFOR REGISTRATION
 
YOU CAN PAY THE PARTICIPATION FEE VIA http://www.unpo.org/donate.php

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