Quest’anno, come tutti gli anni a partire dal 1978, le Nazioni Unite celebrano dal 24 al 30 ottobre la “Settimana per il disarmo“. È nel 1978 difatti che all’Assemblea Generale, attraverso la Risoluzione S-10/2, è stata istituito questo evento al fine di richiamare l’attenzione di tutti gli Stati sull’estrema pericolosità della corsa agli armamenti e di incoraggiare questi ultimi a compiere sforzi per porvi fine e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla urgenza alla pace.
 
La scelta della giornata non è casuale, ma è il giorno in cui nel 1945 furono fondate le Nazioni Unite.
 
Sicuramente parlare di disarmo al giorno d’oggi è quanto mai ironico, basti pensare che nel 2013 le spese militari a livello globale hanno raggiunto la somma di circa 1750 miliardi di dollari investiti tra eserciti ed armamenti(poco meno del PIL dell’Italia e quasi il doppio del bilancio delle Nazioni Uniti).
Dati allarmanti se si pensa che nel periodo storico della corsa agli armamenti, i governi nel loro insieme non sono mai arrivati a investire tanto. Le spese militari tra 2000 e 2013 sono aumentate di oltre il 50% arrivando a più di mille miliardi di dollari l’anno, cifra che supera il picco raggiunto durante la guerra fredda e che corrisponde a 20 volte le spese mondiali in aiuti internazionali.
 
Nella Quindicesima relazione annuale ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari, resa pubblicail 21 gennaio 2014, si rivela che nel biennio precedente i paesi dell’Unione Europea nel loro insieme hanno autorizzato esportazioni di armi e sistemi militari per un valore totale di 40 miliardi di euro: un incremento del 7% rispetto al 2011.
 
All’interno della relazione, spicca in particolare l’ammontare delle autorizzazioni all’esportazione di armamenti verso il Medio Oriente che raggiunge la cifra record di 10 miliardi di euro con un incremento del 25% rispetto al 2011. L’Arabia Saudita è stata il principale paese acquirente di sistemi militari europei ed ha ottenuto autorizzazioni per oltre 4 miliardi di euro di cui 1, 6 miliardi rilasciate dalla Francia.
Sicuramente il problema non termina qui, ma a guardar bene è ancora più grave, infatti, durante la guerra fredda post seconda guerra mondiale, i politici e i giornalisti (come anche l’opinione pubblica) non facevano che avvertire ed esprimere preoccupazione per la situazione, scagliandosi con slancio pro disarmo, mentre oggi, sebbene siamo difronte a uno scenario disastroso con ben 64 stati coinvolti in guerre in atto e molte altre in preparazione, in quella che è già stata definita da molti come la più grande polveriera globale mai accumulata, nessuno sembra più preoccuparsi dell’urgenza e dell’importanza che ora più che mai potrebbe assumere una politica basata sul disarmo.
 
È qui che quindi siamo portati a farci due conti: in EU maggiori paesi esportatori di sistemi militari sono, nell’ordine, la Francia (14 miliardi di euro), la Spagna (7,8 miliardi), la Germania (4,8 miliardi), l’Italia (4,3 miliardi) e il Regno Unito (2,8 miliardi), nel loro insieme questi sei paesi hanno rilasciato più dell’80% di tutte le operazioni autorizzate dai paesi dall’Unione; tutto ciò andrebbe inserito nel contesto di una situazione economica Europea a dir poco disastrosa che sta’ “imponendo” agli stati, tagli alla spesa pubblica, civile e sociale e tasse in continua escalation, mantenendo però le spese del settore militare immuni dalla ghigliottina che le nostre popolazioni e i nostri imprenditori stanno subendo.
 
Appare ancora più difficile riuscire a parlare della settimana del disarmo in maniera positiva quando il tuo Stato decide di “comprare” i famosi Joint Strike Fighter, in gergo F-35 (costo dell’operazione tra i 13 e i 18 miliardi di euro in poco più di 40 anni) ed è ancora più difficile capire come riesca a sposarsi il concetto di acquisto di F-35 con la celebrazione della settimana del disarmo, in quanto, la caratteristica fondamentale di tali velivoli è la lorocapacità stealth ovvero la capacità di rendersi invisibili ai radar e la capacità di trasportare testate nucleari e che, quindi, pare evidente che invece rappresentino il più grande progetto di riarmo offensivo della storia come è stato definito dal movimento per il disarmo.
 
Evidentemente non sempre la storia è magistra vitae e il testo fondamentale del nostro agire sociale e politico, la Costituzione Italiana all’art 11 recita: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Quindi le industrie della “guerra” mai come ora sembrano floride sebbene le poche aziende produttrici di questi grandi sistemi d’armi, negli ultimi vent’anni, hanno proceduto a fusioni ed alleanze anche internazionali, per tener fronte alle crescenti difficoltà dovute alla produzione di mezzi sempre più sofisticati (come per l’appunto i tanto chiacchierati droni).
Eppure, i pericoli che rappresentano le armi di distruzione di massa e l’accumulazione di armi convenzionali sono ormai esperienza più che comprovata come è stato più volte sottolineato e ricordato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moonil cui primo mandato è scaduto il 31 dicembre 2011 ma che è stato riconfermato anche per il quinquennio dal 2012 al 2016.
Unica speranza è che l’appello di quest’anno, che verrà fatto durante la settimana del disarmo, riprenda quello fatto durante la giornata della Pace e che non rimanga inascoltato soprattutto dalle future generazioni.
 
Risorse:
 
Flavia Spigoli
Pubblicato in Istituzioni
Incontri, conferenze, workshop, opportunità di lavoro e di studio da tutto il mondo. È lo Young International Forum, la manifestazione di respiro internazionale che si tiene a Roma, dove studenti, laureati e giovani possono trovare aiuto nella scelta del proprio futuro.
 
Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Formazione per le Carriere Internazionali
 
Dove: Spazio Factory La Pelanda (Ex Mattatoio), Roma (ingresso in Piazza Giustiniani n.4)
 
Quando: 14-16 ottobre 2014 (9.00-14.00)
 
Descrizione: Lo YIF  è un evento culturale-informativo nato allo scopo di offrire ai giovani uno spazio di confronto e di discussione sulle loro future scelte formative e professionali sia a livello nazionale che internazionale. Il forum si articolerà in aree espositive, incontri, dibattiti, conferenze, info-desk, laboratori, seminari, aree di orientamento, lezioni di gruppo e workshop il cui scopo è la promozione di progetti volti a favorire la mobilità all’estero degli studenti, da quelli liceali sino a quelli già laureati e riguarderà la partecipazione di 15 Paesi, con informazioni sul mercato del lavoro, stage, premi e borse di studio.
 
Aree tematiche:
Percorsi internazionali: A disposizione dei visitatori 15 desk da Paesi di tutto il mondo per informazioni su corsi di laurea all’estero, accesso al mondo del lavoro, formazione professionale, borse di studio, tirocini, scambi culturali, stage, opportunità di lavoro, visti, permessi di soggiorno, master internazionali, lauree specialistiche, riconoscimento dei titoli all’estero, corsi di formazione tecnica e tutte le opportunità di studio in Arabia Saudita, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Usa: saranno loro i 15 Paesi protagonisti dell’edizione 2014 dello YIF.
 
Colloqui informativi: li studenti potranno confrontarsi con gli esperti della Fondazione Italia Orienta tramite colloqui di orientamento informativo, suddivisi in 4 aree specifiche:
- Area Scientifica
- Area Medico – Sanitaria
- Area Giuridico – Economica
- Area Umanistico – Artistica
 
Seminari e laboratori: Cosa significa lavorare in Europa? Come si scrive un CV vincente? Come partire dalle proprie competenze per fondare una start up? Il workshop mira a sensibilizzare gli studenti sull’imprenditoria come possibile percorso professionale, capace di trasformare le competenze acquisite in ambito scolastico e universitario in mezzi utili a farli entrare nel mondo del lavoro. Allo stesso tempo, il workshop si concentrerà sul ruolo dell’innovazione e dell’internazionalizzazione come fattori decisivi per il successo dell’impresa contando su testimonianze di giovani fondatori di startup. Gli esperti poi aiuteranno gli studenti a capire meglio il mercato del lavoro europeo partendo dalle informazioni sulle diverse opportunità presenti presso le istituzioni europee fino ad arrivare all’approfondimento sull’imprenditoria giovanile.
 
Test attitudinali: sono previste due tipologie di test: Attraverso le 60 domande del test orientativo gli studenti potranno rinvenire le attitudini e gli interessi che li caratterizzano. Con il test sull’autoimprenditorialità per esempio i giovani potranno mettere alla prova la propensione personale e la capacità di fare impresa.
 
Area Espositiva: Vi sarà uno spazio dedicati alle associazioni giovanili locali e nazionali, alle Istituzioni, alle Università, alle Accademie ed ad alti Enti di formazione che incontreranno i giovani per esporre i loro programmi e rispondere ai loro quesiti su corsi di laurea e di specializzazione. Fra questi ci saremo anche noi di Carriere Internazionali!
 
Informazioni utili: Ingresso gratuito
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Segreteria Organizzativa e Stampa
Piazza dell'Enciclopedia Italiana, 50
00186 - Roma
Italia
Tel: +39.06.98181313
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Ufficio Commerciale
Piazza dell'Enciclopedia Italiana, 50
00186 - Roma
Italia
Tel: +39.06.98181422
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
A cura di Francesca Pedace
 
Per il nuovo anno accademico 2014-2015 Carriere Internazionali ha selezionato per i suoi iscritti SILVER e GOLD centinaia di opportunità, frutto di accordi siglati con prestigiosi Enti attivi in campo internazionale.
 
Per maggiori informazioni su Silver e Gold CLICCA QUI!
 
Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Europa! Non perdere questa opportunità!
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
 
 
La Corte dei Conti dell’UE
 
Nome dell’Ente:Corte dei Conti dell’Unione Europea
 
Chairman: La Corte dei Conti Europea è diretta da un Presidente, eletto dal collegio fra i suoi stessi Membri, per un periodo di tre anni (rinnovabile). Il Presidente svolge un ruolo di primus inter pares - primo tra pari, presiede le riunioni della Corte, veglia sull’attuazione delle decisioni della Corte e sulla corretta gestione dell’istituzione e delle sue attività.
Rappresenta la Corte nelle relazioni esterne, in particolare di fronte all’autorità competente per il discarico, alle altre istituzioni dell’Unione nonché alle istituzioni superiori di controllo degli Stati membri e beneficiari.
Il 16 gennaio 2008, Vítor Manuel da Silva Caldeira, Membro portoghese, è stato eletto decimo Presidente della Corte. Il 12 gennaio 2011 è stato rieletto per un secondo mandato.
 
Data di fondazione: E’ stata istituita nel 1975. La Corte dei Conti Europea verifica le finanze dell'UE. Il suo ruolo è quello di migliorare la gestione finanziaria dell'UE e di riferire in merito all'uso dei fondi pubblici.
 
Collocazione: Ha sede a Kirchberg, Lussemburgo
 
Obiettivi:Per assicurarsi che si faccia il miglior uso possibile del denaro dei contribuenti dell’UE, la Corte dei Conti ha il diritto di sottoporre a controllo (audit) qualsiasi persona od organizzazione che gestisca i fondi comunitari. La Corte effettua spesso controlli sul posto. I risultati sono resi noti in relazioni scritte sottoposte all'attenzione della Commissione e dei governi degli Stati membri.
La Corte dei Conti non ha poteri giuridici propri. Se i controllori scoprono frodi o irregolarità, ne informano l’OLAF, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode.
 
Descrizione dei progetti/attività dell'ente:Uno dei compiti fondamentali della Corte è quello di presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale sull'esercizio precedente (il "discarico annuale"). Il Parlamento esamina dettagliatamente la relazione della Corte prima di decidere se approvare o meno la gestione del bilancio fatta dalla Commissione.
La Corte esprime anche dei pareri sulla legislazione finanziaria dell'UE e sulle norme in materia di lotta antifrode.
I controllori sono spesso impegnati in ispezioni presso le istituzioni europee, i paesi membri e i paesi beneficiari di sovvenzioni UE. Sebbene il lavoro della Corte riguardi prevalentemente i fondi di cui è responsabile la Commissione, nella pratica l'80% di queste entrate e spese sono gestite dalle autorità nazionali.
 
Opportunità:In qualunque periodo dell’anno, la Corte dei conti organizza tirocini di formazione pratica nei settori di sua competenza. Il tirocinio viene concesso per un periodo massimo di cinque mesi e può essere retribuito (1120€/mese) o non retribuito.
In considerazione delle limitate disponibilità di bilancio, il numero di tirocini è tuttavia molto ridotto.
Per presentare domanda per un periodo di tirocinio presso la Corte dei conti europea, occorre compilare il modulo di candidatura in inglese o francese, ed allegarlo al modulo presente al seguente link.
Riceverete una mail di conferma che la richiesta è stata inoltrata in maniera corretta.
 
 
Link utili:
 
 
Federica Corrente
Pubblicato in Istituzioni
Si svolgerà il 19 Aprile 2016 il Career Fair virtuale delle Nazioni Unite. Parteciperanno le seguenti organizzazioni internazionali: The United Nations Secretariat (UN), United Nations Development Programme (UNDP), United Nations Children's Fund (UNICEF), United Nations Population Fund (UNFPA), United Nations Office for Project Services (UNOPs), The United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees (UNRWA), The United Nations Volunteers (UNV) e UN Women. Per 24 ore sarà possibile porre domande al personale esperto di queste Organizzazioni sulle differenti opportunità di carriere al loro interno. Sarà, inoltre, possibile, guardare video di presentazione delle attività delle Organizzazioni, video descrittivi delle procedure di selezione, video inerenti le UN competitive examinations e i competency-based interviews dell’Unione Europea. Per partecipare non è necessaria la registrazione, basta accedere a http://careerfair.un.org/ il 19 Aprile 2016. Non sarà possibile inviare CV o fare application, il Career Fair ha uno scopo puramente informativo.
 
Visita il sito
 
 
A cura di Anna Pilosi
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
LA REDAZIONE
 
 
 
 
 
 
 
Nome dell’ente: Consiglio d’Europa.
 
Chairman: Il segretario generale del Consiglio d’Europa dal settembre 2009 è Thorbjorn Jagland.
 
Data di fondazione: Il Consiglio d’Europa è stato fondato nel 1949.
 
Collocazione:  
Council of Europe Avenue de l'Europe
F-67075 Strasbourg Cedex
Tel. +33 (0)3 88 41 20 00
 
Obiettivi: L’obiettivo principale del Consiglio d’Europa è quello di creare uno spazio democratico e politico comune su tutto il continente europeo, garantendo il rispetto dei principi fondamentali: diritti umani, democrazia e stato di diritto. Tali principi, alla base di una società tollerante e civilizzata, sono requisiti indispensabili per la stabilità, la crescita economica e la coesione sociale del continente. Il Consiglio si propone di favorire la presa di coscienza e la valorizzazione delle identità e delle diversità culturale in Europa, trovare soluzioni comuni ai problemi della nostra società e consolidare la stabilità economica in Europa favorendo le riforme politiche, legislative e costituzionali
 
 
Descrizione dei progetti/attività dell’ente: Le molteplici iniziative del Consiglio d’Europa spesso prendono la forma di convenzioni miranti ad armonizzare le legislazioni nazionali e a renderle conformi alle norme dell’organizzazione. Ad oggi, sono state elaborate 200 convenzioni, la più nota delle quali resta la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che enuncia i diritti e le libertà che gli stati membri hanno l’obbligo di garantire a qualsiasi parte soggetta alla loro giurisdizione. Alle convenzioni si affiancano numerose risoluzioni e raccomandazioni rivolte agli stati membri, il cui ruolo è determinante nella ricerca di soluzioni ai nostri problemi comuni
 
Opportunità: E’ possibile candidarsi a un tirocinio non retribuito presso il Consiglio d’Europa di durata dai due ai cinque mesi. Sono previsti due periodi di tirocinio: da marzo a luglio e da settembre a gennaio. E’ richiesta la laurea è una buona conoscenza di almeno una delle due lingue ufficiali del Consiglio d’Europa (inglese e francese)
 
In action…: Recentemente il Consiglio d’Europa è impegnato nel promuovere necessarie misure urgenti per ripristinare la libertà di espressione in Turchia. Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa si rammarica per il fatto che i progressi tangibili in materia di libertà dei media e libertà di espressione compiuti dalla Turchia in cooperazione con il Consiglio d’Europa siano stati interrotti e rimessi in discussione negli ultimi anni, portando a una situazione già preoccupante al momento della visita del Commissario ad aprile 2016. “In particolare, con un’applicazione eccessivamente ampia delle nozioni di “propaganda terroristica” e di “sostegno a un’organizzazione terroristica”, anche a dichiarazioni e a persone che chiaramente non incitano alla violenza, insieme a un ricorso eccessivo alle disposizioni che puniscono la diffamazione, la Turchia ha intrapreso un percorso molto pericoloso. La contestazione legittima e la critica della politica governativa sono vilipese e represse, il che riduce lo spazio per il dibattito pubblico e democratico e polarizza la società”. Questa situazione si è aggravata notevolmente dall’istituzione dello stato di emergenza che conferisce all’esecutivo turco un potere discrezionale pressoché illimitato e gli consente di applicare misure radicali, compreso contro i media e le ONG, senza dover presentare prove o raggiungere decisioni giudiziarie e sulla base di criteri non chiari per le accuse di “collegamento” a un’organizzazione terroristica. Più informazioni qui
 
Link utili: 
 Sito del Consiglio d'Europa;                                                                 
 
Cavalcanti
Pubblicato in Istituzioni
Nome dell’ente:
OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
 
Chairman:
L’attuale Segretario Generale di OCSE è Angel Gurria
 
Data di fondazione:
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico è stata istituita nel 1960 con la Convenzione sull'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, sostituendo OECE, creata nel 1948 per amministrare il cosiddetto "Piano Marshall" per la ricostruzione postbellica dell'economia europea.
 
Collocazione:
OCSE ha sede a Parigi, in 2, rue André Pascal:
 
OECD
2, rue André Pascal
75775 Paris Cedex 16
Francia
Tel.: +33 1 45 24 82 00
Fax: +33 1 45 24 85 00 
 
Obiettivi:
Il compito principale di OCSE consiste nell’agevolare il raggiungimento dei più alti livelli di crescita nelle economie dei paesi membri, l´espansione dell´occupazione e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione; tutto ciò cercando di mantenere la stabilità finanziaria, con l’obiettivo di contribuire alla crescita dell´economia mondiale e all´estensione del commercio mondiale su basi multilaterali e non discriminatorie.
All’interno del vasto panorama degli organismi internazionali e di fronte all’urgenza di delineare uno scenario economico sostenibile, l’Organizzazione per la  Cooperazione  e lo Sviluppo Economico continua a pieno titolo a rivestire un ruolo politico e scientifico di primo ordine nel favorire l’integrazione dei mercati e il raggiungimento di prospettive economiche e sociali condivise.
 
Descrizione dei progetti/attività dell’ente:
Gli obiettivi sopra descritti vengono perseguiti attraverso varie attività quali l’individuazione di principi comuni, la predisposizione di intese con valore vincolante e di Convenzioni; la raccolta e armonizzazione di dati; l’elaborazione di studi nazionali e comparativi; gli esami-Paese secondo il metodo della "peer review", o "giudizio dei pari"; l’attività preparatoria e seguiti di incontri internazionali ad alto livello, la definizione di linee guida e coordinamento delle politiche di cooperazione allo sviluppo attraverso il Comitato di Aiuto allo Sviluppo (DAC). Occupandosi di tematiche economiche (concorrenza, agricoltura, imprese, servizi, sviluppo locale e commercio); finanziarie (mercati finanziari, assicurazioni, pensioni, investimenti, imposte, nonché trasparenza e cooperazione fiscale); sociali (istruzione, lavoro, salute e migrazioni); nonché di governance (riforme aziendali, pubbliche e lotta alla corruzione), sviluppo sostenibile (ambiente, energia, pesca e sviluppo sostenibile), cooperazione ed innovazione (biotecnologie, ICTs e ulteriori questioni scientifiche), l’Organizzazione parigina rappresenta un forum prestigioso in cui poter scambiare ed identificare le migliori esperienze, nonché coordinare le politiche nazionali ed internazionali.
 
Opportunità:
OCSE offre a giovani studenti e laureati varie possibilità per provare ad iniziare una carriera all’interno di questa prestigiosa organizzazione: è possibile iscriversi tutto l’anno all’Internship Programme e, quando vengono aperte le candidature, al Young Professional Programme. Per scoprire tutte le opportunità presso le organizzazioni internazionali, clicca qui.
 
 
Link utili:
Sito di OCSE;
 
Giulia Cavalcanti
Pubblicato in Istituzioni
Chiudono il 5 novembre le iscrizioni per l’anno accademico 2013-2014 al nuovo Corso di laurea magistrale in Scienze Politiche per le Istituzioni e le Organizzazioni Internazionali (LM-52) dell'Università degli Studi Internazionali di Roma-LUSPIO
Il Corso forma figure professionali con un’ampia e qualificata competenza nel settore delle relazioni internazionali e della comunicazione pubblica e istituzionale e include:


Corso di preparazione al concorso per carriera diplomatica: una specifica offerta formativa che mette a disposizione competenze di altissimo livello con specifiche ore di lezione concentrate nel secondo anno. L’iniziativa è unica nel panorama universitario nazionale.
Corso per mediatori professionisti.
Corsi di lingua straniera. Gli studenti hanno la possibilità di frequentare tutti i corsi di Lingua straniera attivi presso la facoltà di Interpretariato e Traduzione dell’Ateneo (lingue europee, arabo e cinese);
Stage e programmi di mobilità internazionale.
Accesso gratuito alla Scuola di Scienze della Politica e delle Relazioni Sindacali. La Scuola rappresenta un’ulteriore occasione di contatto con personalità del mondo della politica, del lavoro, del giornalismo, del sindacato, della comunicazione. 
Università degli Studi Internazionali di Roma – LUSPIO 
Via Cristoforo Colombo 200 - www.unint.eu 
 Info: T +39 06510777261-401-402 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Leggi QUI l'intervista alla Preside Antonella Ercolani.

Rubrica

Follow Us on

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, solo per alcune funzionalità tecniche dei servizi offerti.
Puoi prendere visione dell’informativa estesa sull’uso dei cookie cliccando QUI.

Cliccando su "ok" acconsenti all’uso dei cookie.